| James I (1566-1625) | Link a Wikipedia |
Giacomo VI di Scozia ed I d'Inghilterra rappresenta una figura fondamentale nella storia delle isole britanniche. Nato a Edimburgo nel sestocento, unì le corone degli antichi regni per la prima volta con il suo matrimonio politico e successore legittimo alla dinastia Tudor inglese dopo la morte della cugina Elisabetta I nel 1603.
Tuttavia, non fu solo un'unificazione formale: durante i primi anni in Scozia come Giacomo VI, dovette fronteggiare ribellioni di nobili presbiteriani e gestire delicati rapporti col parlamento inglese. Il suo regno gettò le basi per la stabilità politica che porterà al grande stato nazionale del diciottesimo secolo. Oltre alla sfera militare ed amministrativa, il sovrano si distinse come intellettuale, autore della Bibbia di re Giacomo e difensore dell'autorità monarchica in un'epoca in cui i conflitti religiosi rischiavano la frammentazione permanente del regno.
In ambito numismatico, l'eredità di questo sovrano è legata all'inizio della dinastia Stuart nell'isola Grande. Le autorità monetali delle tre nazioni coinvolte — Inghilterra, Scozia e Irlanda — continuarono a battere monete sotto il suo regno fino alla sua morte nel 1625, sebbene senza unire le contee fisiche dei rispettivi banchi della zecca.
I ritratti su moneta apparvero immediatamente dopo l'accessione inglese del 1603 per sostituire quella di Elisabetta. I motivi principali includono:
L'interesse dei collezionisti verso le monete di Giacomo I risiede nella loro raramente storica. Le prime emissioni post-1603 sono spesso considerate pezzi chiave che segnano la fine dell'era Tudor e l'inizio del regno Stuart in forma stabile.
Tenere queste monete significa possedere pezzi che narrano la transizione verso il moderno stato nazionale inglese, con ogni singolo esempio rappresentante l'evoluzione del potere regio sotto un sovrano colto ma complesso nella sua gestione dei rapporti politici interni.