| Quintillo | |
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| Antoniniano di Quintillo. | |
| Imperatore romano | |
| In carica | 270 |
| Predecessore | Claudio il Gotico |
| Successore | Aureliano |
| Nome completo | Marcus Aurelius Claudius Quintillus |
| Nascita | Sirmio, ca. 220 |
| Morte | Aquileia[1], 270 |
| Figli | 2 figli |
Quintillo, il cui nome completo era Marco Aurelio Claudio Quintillo (latino: Marcus Aurelius Claudius Quintillus) (Sirmia, 220 circa – Aquileia, 270), è stato un imperatore romano.
Era fratello di Claudio II il Gotico, nato anch'egli in Illiria o Dalmazia intorno al 220, quando il fratello morì, egli era probabilmente a capo di una colonna mobile, composta prevalentemente da cavalieri, a difesa dell'Italia. Venne eletto dal senato, ansioso di riprendersi gli antichi poteri, ormai persi da tempo e proclamato imperatore ad Aquileia. Alla notizia della proclamazione di Aureliano nell'aprile del 270, i suoi uomini gli voltarono le spalle e dopo pochi giorni (o forse pochi mesi[2]) sparì dalla scena.[3][1]
La morte prematura di Claudio costrinse Aureliano a concludere rapidamente la guerra contro i Goti in Tracia e nelle Mesie, ponendo fine agli assedi di Anchialus (nei pressi della moderna Pomorie, lungo le coste bulgare del Mar Nero) e di Nicopolis ad Istrum.[4]
Secondo quanto ci tramanda la Historia Augusta, Quintillo, a causa della brevità del suo regno, non viene ricordato per nulla di importante. Egli, infatti, al diciassettesimo giorno di regno[5] oppure al ventesimo,[6] poiché si era mostrato severo con le truppe, venne ucciso[7] alla maniera di Galba e di Pertinace.[8] Un'altra versione gli attribuisce una fine diversa: si sarebbe suicidato tagliandosi le vene.[9]
| « Molti narrano che il fratello di Claudio, Quintillo, trovandosi in Italia per la sua difesa, quando sentì della morte di Claudio, assunse l'impero; quando poi gli giunse notizia che Aureliano era stato fatto imperatore, venne abbandonato da tutto l'esercito. E poiché aveva fatto un discorso contro lo stesso [Aureliano], ma non era stato ascoltato dai soldati, si tagliò le vene e morì nel ventesimo giorno di impero. » |
| (Historia Augusta, Divus Aurelianus, 37.5-6) |
Secondo, infine, Giovanni di Antiochia e Zosimo, Quintillo rinunciò al potere di buon grado; poi uno dei suoi medici gli tagliò una vena e lasciò scorrere il sangue.[10]
| « Quando Quintillo venne a sapere che l'impero era stato affidato ad Aureliano, ricevette dai suoi famigliari il consiglio di ritirarsi volontariamente, lasciando l'impero a chi era molto più forte di lui. Si racconta che l'abbia fatto e che un medico gli tagliò una vena, lasciando scorrere il sangue fino a quando non morì dissanguato. » |
| (Zosimo, Storia nuova, I, 47.) |
Di Quintillo, Eutropio scrive:
| « Quintillo, fratello di Claudio, uomo di unica moderazione e gentilezza, paragonabile o preferibile al fratello. » |
| (Eutropio, Breviarium ab urbe condita, IX, 11.) |
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