| Mulay Abd al-Hafiz (1875 - 1937) | Link to Wikipedia |
Mulay Abd al-Hafiz fu un esponente cruciale della dinastia alawita che governò il Marocco a cavallo tra l'era di autonomia tradizionale e la nascita del protettorato francese. Salito al trono nel 1908, sostituendo suo fratello minore Abd al-Aziz in circostanze politicamente delicate, incarnava una figura ambivalente: pur essendo inizialmente anti-francese con le sue mire indipendentiste, vide il Regno evolvere da sovrano assoluto a protettorato fino alla firma del Trattato di Fez nel 1912. Questo periodo segnò la fine definitiva dell'indipendenza nazionale prima che l'amministrazione coloniale prenda piena forma amministrativa.
Durante il suo regno, le emissioni monete risentirono di una transizione unica nel mondo mediterraneo. Inizialmente, Fez manteneva i suoi standard metallurgici tradizionali per l'argento e bronzo locale, ma subito dopo la presa francese del potere su questioni diplomatiche ed economiche iniziò un processo ibrido in cui si mescolavano iscrizioni arabe al coranoico con influenze di design colonial. Le monete emesse sotto il suo nome riflettono questa fase cruciale: non erano semplici getti monetari, ma veri e propri documenti storici che attestavano la sovranità prima del pieno controllo coloniale.
L'autorità marocchina emetteva pezzi d'argento per uso interno e commerciale. Tuttavia, poiché il 1912 è una data di svolta politica radicale nel calendario monetario nordafricano, le monete coniate tra la fine degli anni '00 e l'inizio del decennio successivo portano impresso questo sultano nella loro iconografia o nei valori nominali fino al cambio della denominazione imposta dal protettorato francese. Le condizioni storiche che portarono a queste emissioni furono la necessità di mantenere una moneta locale per il commercio interno mentre si consolidava un sistema fiscale coloniale.
In conclusione, Mulay Abd al-Hafiz rimane una figura centrale per comprendere le origini della numismatica coloniale in Nord Africa. Esplorare i reperti conservati in queste fasi di transizione permette ai collezionisti di apprezzare non solo la bellezza artistica delle monete arabe storiche o con impronte europee, ma anche il valore documentale che ogni pezzo possiede come traccia tangibile della storia recente del Regno e dell'evoluzione dei confini monetari moderni.