| Gordiano III(225-244) | Link a Wikipedia |
Dopo il caos del regno di Massimino Trace, Roma vide ascendere al trono uno dei giovani imperatori più emblematici dell'età severiana. Gordiano III non rappresentò solo la fine turbolenta del II secolo o l'inizio della dinastia dei Settiari nel senso tradizionale; incarnò invece il tentativo aristocratico di stabilizzare un impero frastagliato dalla crisi del III secolo.
Salito al potere all'età di tredici anni, Gordiano era troppo giovane per governare senza aiuto. Il governo fu affidato a reggenti senatoriali dediti alla pace, come il suocero Sabinio Aquila Timesiteo. Sebbene il destino militare fosse in mano ai prefetti del pretorio e a figure autorevoli che guidarono la campagna contro i Sassanidi — sconfiggendo le legioni nemiche nel territorio della Mesopotamia settentrionale — l'efficienza di Gordiano fu percepita da una popolazione stanca delle lotte interne. Il suo regno divenne un simbolo di unità nazionale e civile, contrapposto al caos dei periodi precedenti.
Sulle monete, il ritratto del giovane imperatore ci accompagna attraverso le fasi cruciali della fine dell'impero romano d'Occidente e orientale. Le emissioni sono principalmente aurei e antoniniani coniate a Roma e ad Antiochia.
I numismatici apprezzano queste monete per il loro forte valore storico documentario. Ogni pièce è una testimonianza del passaggio di potere rapido e violento: da Gordiano III a Filippo l'Arabo. Le qualità artistiche delle legature imperiali restano alte, nonostante le difficoltà economiche dell'epoca.
Inoltre, collezionare monete come quelle di un imperatore morto in giovane età mentre era al comando dei eserciti su due frontieri offre una visione affascinante della fragilità del potere. Queste emissioni ci permettono di comprendere meglio l'ascesa delle dinastie successive e la fine definitiva dell'influenza pura senatoriale a favore del militarismo. Per il collezionista, ogni moneta è un tassello per ricomporre la narrazione politica romana.