| Costanzo II (317 - 361) | Link a Wikipedia |
Nel panorama della storia romana tardoantica, Costanzo II emerge come una delle figure determinanti per la sopravvivenza dell'Impero nel suo complesso sotto il padre fondatore. Nascito a Sirmio nell'estate del 317 come secondogenito di Costantino I e Fausta, entrò presto nella sfera politica divenendo Cesare all'età di sette anni mentre l'imperato si estendeva verso i confini orientali. La sua figura segna il passaggio dalla gestione frammentata della dinastia costantiniana a una forma più centralizzata dell'autorità imperiale.
I suoi primi compiti riguardarono la difesa militare e amministrativa della prefettura d'Oriente dopo la morte del padre avvenuta nel 337. In un contesto segnato dalla necessità di consolidare il dominio su una terra vasta come il bacino mediterraneo, Costanzo si trovò a dover gestire minacce esterne dai Sasanidi in Mesopotamia e interne dagli usurpatori che cercavano di indebolire la dinastia costantiniana.
Sotto i suoi comandi le frontiere furono rinforzate con strategie militari meno aggressive ma efficaci rispetto alle abitudini precedenti, permettendo stabilità economica interna. Internamente, il suo regno portò a una profonda trasformazione della gerarchia ecclesiastica e al consolidamento del potere statale sulle questioni religiose. Questo periodo di gestione politica fu riflesso anche nelle produzioni zecca che cercavano mantenere l'unità visiva dell'autorità imperiale.
I ritratti sul metallo circolavano principalmente nelle province orientali dell'impero per pagare soldati e cittadini che interagivano con lo stato locale.
L'intrattenimento visivo offerto dalle monete consente di osservare la trasformazione dello stile ritrattico imperiale che andava verso un naturalismo più crudo.