| Giuseppe Bonaparte | |
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| Ritratto ad opera di François Gérard | |
| Re di Napoli | |
| In carica | 30 marzo 1806 - 5 luglio 1808 |
| Predecessore | Michele Angelo Cianciulli (Napoli) |
| Successore | Michele Angelo Cianciulli (consiglio di Reggenza) Gioacchino I (Re di Napoli) |
| Re di Spagna ed Imperatore di tutte le Indie | |
| In carica | 6 giugno 1808 - 11 dicembre 1813 |
| Predecessore | Ferdinando VII |
| Successore | Ferdinando VII |
| Nascita | Corte, Corsica, 7 gennaio 1768 |
| Morte | Firenze, Italia, 28 luglio 1844 |
| Sepoltura | Hôtel des Invalides, Parigi |
| Casa reale | Bonaparte |
| Padre | Carlo Maria Bonaparte |
| Madre | Maria Letizia Ramolino |
| Consorte | Giulia Clary |
Giuseppe Bonaparte (Corte, 7 gennaio 1768 – Firenze, 28 luglio 1844) era il fratello maggiore di Napoleone Bonaparte, e fu da questi nominato re di Napoli dal 1806 al 1808, quindi re di Spagna dal 1808 al 1813.
Studiò Giurisprudenza all'Università di Pisa. Nel 1796 prese parte con Napoleone alla prima campagna d'Italia. L'anno seguente, durante la Prima Repubblica francese, venne nominato diplomatico, prima alla corte dei duchi di Parma e poi a Roma. Fu membro del Consiglio dei Cinquecento, l'organo legislativo inferiore all'epoca del Direttorio, nel 1798. Durante le guerre napoleoniche svolse il compito di inviato per conto di suo fratello e firmò trattati con gli Stati Uniti, l'Austria, la Gran Bretagna e lo Stato Pontificio.
Dal 1806 al 1808, Giuseppe Bonaparte governò il Regno di Napoli in nome di suo fratello, che gli affiancò nel governo il fido Antonio Cristoforo Saliceti. Nel breve periodo del suo regno promulgò importanti riforme, tra cui l'Eversione della feudalità ed istituì nuovi organi come l'Intendenza e la Gran corte criminale.
Il 6 luglio 1808, suo fratello lo nominò re di Spagna. Il suo arrivo a Madrid giunse in piena guerra d'indipendenza spagnola, dopo le sollevazioni popolari del 2 maggio contro le truppe napoleoniche.
Promulgò la Costituzione di Bayona nell'intento di guadagnarsi l'appoggio dei nobili e degli uomini illustri spagnoli (chiamati successivamente afrancesados), tuttavia non riuscì far trionfare il programma riformista del suo governo. L'esser imposto dagli invasori come regnante e le misure liberali che egli attuò gli procurarono l'ostilità popolare, allontanando l'appoggio del popolo spagnolo e perfino quello dei propri seguaci, gli afrancesados.[1]
Giuseppe dovette fuggire davanti alla ritirata delle truppe francesi nella battaglia di Bailén. Ma l'intervento di suo fratello Napoleone, arrivato al comando della maggior parte dell'esercito, lo rassicurò che poteva ristabilire il suo governo nella Capitale iberica.
Dopo la disfatta nella battaglia delle Arapiles, il 22 giugno del 1812, Giuseppe abbandonò di nuovo Madrid per andare verso la Francia, ma il suo passaggio per Vitoria, fu bloccato dalle truppe del duca di Wellington che sconfissero il suo esercito. Uscì dalla Spagna definitivamente il 13 giugno 1813 senza il suo prezioso "equipaggiamento", che consisteva nei gioielli della Corona Spagnola e in opere d'arte, per rifugiarsi in Francia, dove rimase fino alla caduta di Napoleone.
Dopo la sconfitta francese nella guerra della sesta coalizione e l'invasione del territorio nazionale da parte delle truppe austro-russo-prussiane, venne nominato dal fratello Napoleone Luogotenente dell'Impero, con il compito di difendere la città di Parigi dal nemico. Incapace di dominare gli eventi, il 30 marzo 1814 autorizzò i marescialli di Francia Marmont e Mortier di negoziare con gli alleati la capitolazione della città[2] e lasciò Parigi diretto a Blois ove stava la cognata, l'imperatrice reggente Maria Luisa d'Asburgo-Lorena con il figlio Napoleone Giuseppe Francesco Carlo, re di Roma.
Si trasferì allora negli Stati Uniti (1817), dove si costruì una tenuta a Point Breeze, Filadelfia, lussuosamente ammobiliata e con un'impressionante collezione di libri rari ed opere d'arte; risedette colà con un'amante statunitense, mentre la moglie rimase con i suoi figli in Europa, fino al 1839. Ricevette il titolo di conte di Survilliers, dedito ad opere di beneficenza e protetto dai bonapartisti emigrati per mezzo della Massoneria (fu iniziato in Massoneria l'8 ottobre 1793 nella Loggia Parfaite Sincérité di Marsiglia, fu Gran maestro del Grande Oriente di Francia -nominato nel 1804 da suo fratello Napoleone Bonaparte- poi a Napoli Gran maestro del Grande Oriente di Napoli) fino al 1841, quando ricevette l'autorizzazione ad installarsi a Firenze. Morì in questa città, ma il suo corpo venne poi sepolto a Parigi.
Nel 1794 sposò Giulia Clary, figlia di un commerciante di Marsiglia, ed ebbe da questa tre figlie, di cui solo due sopravvissero:
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Giuseppe Bonaparte (1768 - 1844) |
Padre: Carlo Maria Buonaparte (1746 - 1785) |
Nonno paterno: Giuseppe Maria Buonaparte (1713 - 1763) |
Bisnonno paterno: Sebastiano Nicola Buonaparte (1683 -1703) |
Trisavolo paterno: Giuseppe Buonaparte (1663 – 1703) |
| Trisavola paterna: Maria Bozzi (1668 c. – 1704) |
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| Bisnonna paterna: Maria Anna Tusoli di Bocagnano |
Trisavolo paterno: Carlo Tusoli di Bocagnano |
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| Trisnonna paterna: Isabella |
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| Nonna paterna: Maria Saveria Paravicini (1715 - prima del 1750) |
Bisnonno paterno: Giuseppe Maria Paravicini |
Trisavolo paterno: ? |
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| Trisavola paterna: ? |
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| Bisnonna paterna: Maria Angela Salineri |
Trisavolo paterno: Angelo Agostino Salineri |
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| Trisavola paterna: Francetta Merezano |
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| Madre: Letizia Ramolino (1750 - 1836) |
Nonno materno: Giovanni Geronimo Ramolino (1723 - 1755) |
Bisnonno materno: Giovanni Agostino Ramolino |
Trisavolo materno: Giovanni Girolamo Ramolino |
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| Trisavola materna: Maria Letizia Boggiani |
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| Bisnonna materna: Angela Maria Peri |
Trisavolo materno: Andrea Peri |
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| Trisavola materna: Maria Maddalena Colonna d'Istria |
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| Nonna materna: Angela Maria Pietrasanta (1725 - 1790) |
Bisnonno materno: Giuseppe Maria Pietrasanta |
Trisavolo materno: Giovanni Antonio Pietrasanta |
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| Trisavola materna: Paola Brigida Sorba |
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| Bisnonna materna: Maria Giuseppa Malerba |
Trisavolo materno: ? |
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| Trisavola materna: ? |
| Gran maestro e Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo spagnolo) | |
| — 6 giugno 1808 |
| Gran Maestro, Cavaliere di Gran Croce e fondatore dell'Ordine Reale di Spagna | |
| — 20 ottobre 1808 |
| Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine delle Due Sicilie ( Quando ancora Re di Napoli ) | |
| — 24 febbraio 1808 |
| Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore ( benemerenza non statuaria ) | |
| Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'onore | |
| — promozione del 13 piovoso dell'anno XIII |
| Gran Dignitario dell'Ordine della Corona Ferrea | |
| Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) | |
| — 4 novembre 1810 |
| Laurea in Giurisprudenza | |
| — Università di Pisa |
| (FR) « Si M. le Maréchal Duc de Raguse et M. le Maréchal duc de Trévise ne peuvent plus tenir, ils sont autorisés à entrer en pourparlers avec le Prince de Schwarzenberg et l'Empereur de Russie qui sont devant eux. Signé Joseph » |
(IT) « Se il Signor Maresciallo Duca di Ragusa ed il Signor Maresciallo Duca di Treviso non possono più tenere [la città di Parigi, n.d.r.], essi sono autorizzati ad entrare in trattativa con il principe di Schwarzenberg e l'Imperatore di Russia che si trovano loro di fronte. Firmato Giuseppe » |
| (da Mémoires du Maréchal Marmont, Duc de Raguse, Livre XX, Ed Perrotin, Paris, 1857) | |
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